http://www.proacquaaustralia.com.au/ Italiano De

MOL

Press - ProAcqua Group

 

 


ACQUA PUBBLICA... GASSATA

Acqua pubblica... gassata
(Rovereto, 28 agosto 2011) - Una piattaforma pubblica per navigare in internet? Oppure una postazione con  display per informazione turistiche? No: una fontana pubblica.  Una fontana di nuova generazione che ogni mese può consentire il risparmio di 30.000 bottiglie di PET (1.200 kg di plastica) con un risparmio di immissione in atmosfera di 250 kg di CO2 per la loro produzione e ben 1.150 kg di CO2 per la movimentazione su gomma.

Non avrà il fascino di quelle antiche in pietra con il getto d'acqua affidato alla bocca di un putto, ma questo "totem idrico" porta con sè un'idea interessante: risparmiare plastica e promuovere il consumo dell'acqua pubblica migliorandola nel sapore (dove necessario) perchè spesso ha caratteristiche strutturali al pari delle migliori acque minerali e di gran lunga superiori delle acque minerali di bassa qualità (che non sempre sono le più economiche).
Fontane di questo tipo sono prodotte da una ditta trentina. "Il beneficio all'ambiente è evidente e misurabile, ma c'è anche un evidente impatto sociale" spiega Cristiano Ferrari direttore generale della Pro Acqua. Lo sviluppo commerciale può riguardare grandi aree pubbliche come i parchi d'intrattenimento o i percorsi ciclabili "green" che potrebbero offrire ai ciclisti l'acqua pubblica fresca liscia e gassata. Ferrari guarda con interesse anche ai posteggi di partenza delle passeggiate sulle Dolomiti per promuovere una particolare attenzione all'ambiente.

La ditta produttrice occhieggia soprattutto agli enti pubblici. Qualche domanda allora sorge spontanea: acqua pubblica ma business privato? Lo abbiamo chiesto al produttore.

Acqua pubblica e business privato? Chi sarà il vostro cliente: chi installa il distributore o l'utilizzatore con tessera magnetica?
I nostri clienti sono enti pubblici, Gdo, o società private, cerchiamo di fare bene i produttori e offrire un servizio di manutenzione di alto livello, ma non abbiamo velleità di fare business nella vendita dell'acqua. E data la zona ricca d'acqua non ci si aspetta grossi ritorni.

Mirate solo all'installazione della fontana o entrate anche nel business della distribuzione idrica?
In taluni casi ci facciamo riconoscere una parte degli incassi per coprire le spese di manutenzione (da quei comuni che non vogliono aderire al contratto di manutenzione come ad esempio quello di Arco) oppure facciamo un investimento in "immagine": non vendiamo la fontana ma terremmo gli incassi derivanti dalla vendita dell'acqua (perché se la si offre gratis oltre a non essere percepita come un servizio di valore si rischia di stimolarne gli sprechi)
E la fontana va in comodato? Il cliente finale da chi acquista la card e a chi la paga?
Nel 99% dei casi il nostro cliente è chi compra da noi la macchina e se la gestisce, noi gli vendiamo anche le tessere (al prezzo di produzione) precaricate di 5 euro (100 litri) e lui le distribuisce come meglio crede (quasi sempre nei tabacchini, anche se qualche comune ha aperto uno sportello apposito). Ma possiamo fare un noleggio o comodato d'uso gratuito, ma ripeto al 99% puntiamo a vendere l'impianto ed offrire un contratto di manutenzione che comprende la ricarica della CO2, il cambio dei filtri, il cambio delle lampade debaterizzanti UV e la sanificazione dell'impianto idraulico.
(C.Perer)

fonte

indice press    



Seguici su facebook Segui ProAcquaGroup su Twitter