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ACQUA PIÙ SOSTENIBILE PER NUTRIRE IL PIANETA


Il rapporto tra acqua e sicurezza alimentare rappresenta il tema al centro della Giornata Mondiale dell'Acqua 2012, ricorrenza stabilita dalle Nazioni Unite a partire dal 22 marzo 1993 per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sull'importanza della risorsa idrica e della sua gestione sostenibile.
Quest'anno sarà la Fao a coordinare le iniziative, svolte all'insegna dello slogan “il mondo ha sete perché abbiamo fame”, ospitando nella sede di Roma le celebrazioni ufficiali dell'evento. In Italia, oltre che nella capitale si terranno manifestazioni in altre città come Torino, Bologna e Milano. Riuscire a garantire le necessità vitali di una popolazione in rapido aumento, che supererà quota 9 miliardi di persone nel 2050, rappresenta una difficile sfida dei prossimi decenni. In molte parti del pianeta l'acqua è diventata scarsa, con una persona su sei che non dispone del fabbisogno minimo giornaliero pro capite, almeno 20 litri, in grado di assicurare i bisogni primari legati all’alimentazione e alle condizioni igienico-sanitarie.
Complessivamente circa 1,6 miliardi di individui vivono in regioni caratterizzate da povertà idrica e la siccità, rischio più grave e frequente grazie ai cambiamenti climatici, costituisce la prima e più comune causa di penuria alimentare nelle nazioni meno sviluppate.
La mancanza d’acqua riduce la capacità degli agricoltori di produrre cibo a sufficienza per il sostentamento in un quadro in cui sulla base dell'andamento demografico si prevede entro il 2050 un incremento della domanda alimentare del 70% e fino al 100% nei paesi in via di sviluppo.
Nello stesso tempo circa il 30% del cibo prodotto su scala mondiale - oltre 1,3 miliardi di tonnellate - viene perso o sprecato ogni anno, acqua compresa, mentre produzione alimentare e attività agricola implicano un uso smodato ed eccessivo delle risorse idriche.
L'agricoltura è un settore che richiede un elevato utilizzo d'acqua. A livello globale il 70% dei prelievi da fiumi, laghi, falde freatiche è destinato all'irrigazione. Per produrre 1 kg di grano occorrono 1.500 litri d'acqua e ne servono 3.500 per 1 kg di riso ma l'impiego intensivo di risorsa idrica riguarda anche beni come latte e carne, componente fondamentale delle diete più idroesigenti connesse ai processi di urbanizzazione e all'aumento dei redditi.
Ciò che ciascuno mangia ha un impatto in termini ambientali e di consumo d'acqua. Quello dei singoli alimenti può essere misurato grazie al modello della doppia piramide alimentare e idrica elaborato dal Barilla Center for Food & Nutrition.
Dietro i pasti consumati quotidianamente si nascondono enormi consumi di acqua virtuale che molto spesso vengono ignorati : circa 3.600 litri per un’alimentazione a base di carne o 2.300 litri per una di tipo vegetariano. Scelte più responsabili in materia di abitudini alimentari, controllo degli sprechi e produzione meno idrovora sono perciò indispensabili per poter assicurare in futuro cibo nutriente e sicuro in quantità sufficiente a sfamare un numero crescente di esseri umani. Senza una gestione più oculata e saggia dell'acqua - spiega il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-Moon nel messaggio diffuso per l'occasione della giornata del 22 marzo - non si riuscirà a mettere fine al dramma della fame con il rischio di aprire la porta ad altri mali come siccità, carestia e instabilità.


Fonte:http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/ambiente/articolo/lstp/447382/




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