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News sull'acqua - ProAcqua Group

 

 

INSTALLAZIONE DELLA “CASA DELL’ACQUA” A CANTELLO

Quando si parla di acqua si è soliti parlare per cifre. Si inizia citando la percentuale di acqua costituente il nostro corpo e quella che ricopre il nostro “pianeta blu”, per finire con la notazione più importante di tutte: l’acqua utilizzabile per il consumo umano è soltanto lo 0,001% di tutte le risorse idriche della Terra. Una cifra non così piccola, in realtà, ma che segnala un pericolo: anche se l’acqua potabile è un bene rinnovabile c’è un limite al suo consumo annuo sostenibile.
L’acqua è insomma un bene per cui valgono (o rischiano di valere) le regole economiche della scarsità.

Per scongiurare il rischio di catastrofi idriche occorrerebbe, allora, limitare fortemente gli sprechi. E non parliamo qui soltanto di quelli domestici, dovuti a cattive abitudini sotto la doccia. L’industria ed in particolar modo l’industria agricola e dell’allevamento consuma quantità d’acqua difficilmente immaginabili da chi non sia dentro il settore. Ogni anno ognuno di noi consuma migliaia di litri di acqua a tavola, in forma diretta e soprattutto indiretta. Anche una dieta vegetariana, per fare un esempio i cui consumi tendano verso il basso, comporta annualmente l’utilizzo di 2.300 litri d’acqua. Inutile sottolineare come la cifra in caso di regimi comprendenti la carne cresca sensibilmente.

Quando allora, per problemi di sovrapproduzione, vengono mandate al macero tonnellate di derrate, sono veri e propri laghi che vengono prosciugati per nulla. Secondo il Libro Blu degli sprechi idrici in Italia, la quantità di acqua “bruciata” nel nostro Paese in questa maniera nel 2012 ammonta a 12,6 miliardi di metri cubi. In pratica un decimo del Mar Adriatico. E stiamo parlando soltanto della quantità di acqua utilizzata per produrre quelle 14 mila tonnellate di prodotti agricoli rimasti non raccolti. A questa cifra vanno ovviamente sommati gli altri sprechi che avvengono in altri settori.
Una situazione, questa, che nel tempo rischia di farsi tragica. Le previsioni parlano di una riduzione della disponibilità d’acqua per i prossimi anni, soprattutto a carico dei Paesi in via di sviluppo. Un fardello per le prossime generazioni troppo pesante per non provare almeno ad invertire la tendenza.

Fonte: http://www.greenstyle.it/acqua-in-italia-sprechi-pari-ad-un-decimo-del-mare-adriatico-9913.html

 



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